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disturbi dell'umore

Disturbi dell’Umore
I disturbi dell’umore sono caratterizzati dall'alterazione dei meccanismi fisiologici che normalmente “modulano” le reazioni dell'individuo alle condizioni dell’ambiente che lo circonda. Queste alterazioni provocano delle modificazioni e/o delle oscillazioni del tono dell’umore, su un “asse” ai cui estremi ci sono la Depressione da una parte e la Maniacalità (Estremo grado di eccitazione e di attivazione euforica dell'umore).
Si parla di disturbi dell’umore quando queste modificazioni dell'umore e dello stato d’animo spontanee, sono eccessive ed accompagnate da sintomi (segnali) che portano la persona in una situazione di difficoltà tale da disturbare più o meno profondamente il suo normale funzionamento quotidiano.

Quali sono i disturbi dell'Umore

  • Episodi di Alterazione dell'umore: Episodio Depressivo Maggiore, Episodio Maniacale, Episodio Ipomaniacale,
  • Disturbo Depressivo Maggiore, singolo o ricorrente
  • Disturbo Distimico
  • Disturbi Bipolari
I disturbi depressivi sono caratterizzati da umore depresso, da sentimenti di profonda tristezza, colpa ed apprensione, sensazione che la vita stessa non abbia più valore. Ciò si associa a sintomi quali la tendenza ad isolarsi, la perdita degli interesse e del piacere nelle attività di ogni giorno, il calo o l'assenza del desiderio sessuale, i disturbi del sonno e dell'appetito.
Ad eccezione delle forme episodiche di questi disturbi, che sono caratterizzate da durata relativamente breve, i Disturbi (Depressivo Ricorrente, Distimico, Bipolare) comportano lunghi periodi di sofferenza (es. ci vogliono almeno due anni per poter diagnosticare quello Distimico).
I Disturbi Bipolari vedono l’alternanza di episodi depressivi e di fasi con umore marcatamente euforico o irritabile, con aumento del livello di attività in ambito lavorativo, sociale o sessuale, diminuito bisogno di sonno, eccesso di autostima e di coinvolgimento in attività piacevoli potenzialmente dannose.
I disturbi dell’umore sono molto diffusi nella popolazione generale: si ritiene che circa il 20% della popolazione nel corso della vita vada incontro ad episodi depressivi o maniacali con prevalenza di quelli “unipolari” pari a 3:1 ripetto a quelli bipolari. Nei Paesi Occidentali l'incidenza della depressione maggiore risulta essere intorno al 6% nel corso della vita, con una frequenza pressochè doppia nelle donne rispetto agli uomini.
Questa relativamente elevata diffusione, preoccupa la Comunità Scientifica per le gravi complicanze che in un certo numero di casi sono ad essi associate: sono abbastanza frequenti gli effetti di una anche parziale compromissione della vita sociale, lavorativa ed affettiva, il ricorso all'auto-cura o a metodi non appropriati, l'incremento associato dell’abuso di alcol o droghe, le disperazioni estreme che conducono ad atti suicidari.
Si possono curare, come?
L'intervento psicoterapeutico per questi (e gli altri) disturbi da inquadrarsi in un'ottica di tipo Bio-Psico-Sociale intesa nel senso più ampio del termine: gli studi scientifici hanno condotto a diverse ipotesi nel tentare di spiegare i fattori che potrebbero provocare l'insorgenza di questi disturbi.
Alcuni modelli puntano l'attenzione sui sistemi biochimici (base genetica), altri ad alterazioni dei neurotrasmettitori, specialmente interessano il sistema della noradrenalina e quello della serotonina. (Bio).
Si parla anche di possibili fattori di vulnerabilità, anche in relazione a fattori ambientali. I modelli psicologici di tipo causale sottolineano anche il ruolo centrale delle cosiddette rappresentazioni mentali “negative” dell’individuo circa se stesso, gli altri ed il mondo. Queste rappresentazioni possono guidare i pensieri e i comportamenti della persona (ipotesi cognitiva), altre teorie (es. la psicoanalisi) mettono o hanno messo in relazione la depressione con esperienze di perdita in età infantile. (Psico)
Si può anche trasversalmente parlare di cause “multifattoriali”, appunto Biologiche, Psicologiche e Sociali, vista la complessità di individuarne l'origine degli interventi di spiegazione e delle cure per fronteggiare le differenti patologie che fanno capo a questa categoria di disturbi.
Fino a qualche decennio fa, la cura dei Disturbi dell'Umore avveniva quasi unicamente attraverso l’uso di psico-farmaci, oggi è invece sufficientemente condivisa l'opportunità di associare alla terapia farmacologica interventi e percorsi di cura con lo Psicoterapeuta, non solo nella fase acuta ma anche nella prevenzione delle ricadute.
L'opportunità di prescrivere farmaci è una prerogativa del Medico, meglio se Specializzato in Psichiatria.
Per questo è assai frequente che sia lo Psicologo o lo Psicoterapeuta “non-Medico” ad indirizzare la persona anche ad una consulenza psichiatrica di tipo farmacologica, così che venga impostata una terapia farmacologica che possa migliorare le sue condizioni “organiche” e alleviare i sintomi (ci sono, di provata efficacia, farmaci di “nuova generazione”, con effetti indesiderati pressoch trascurabili).
Questa sinergia tra Psicologo-Psicoterapeuta e Medico-Psichiatra risulta essere la combinazione ottimale di due terapie che agiscono efficacemente “in parallelo”.

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